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 Processione di S. Antonio 2004 (video)

Sacro e profano. Dietro il rito religioso della processione dei SS. Antonio di Padova e Vincenzo Ferreri, si percepisce l’ombra del rito pagano; della lotta del bene contro il male. Il teatro medievale europeo eredita dal cristianesimo questo topos, che lo rende nuovamente laico: la lotta di Dio contro Satana diventa la lotta della virtù contro il vizio. Un nuovo paganesimo. La personalizzazione diventa astrazione. I Miracoli, i Misteri diventano Moralità.

Il carattere di questa processione è indiscutibilmente religioso. Le origini possono essere rintracciate sicuramente nel periodo di transizione dal Medio Evo al Rinascimento. Il corteo avanza per le vie del borgo effettuando, lungo il percorso, soste agli altarini, veri e propri pageants, luoghi deputati a scongiurare calamità e disgrazie di vario genere.  I santi, portati a spalla, dominano dall’alto la scena e aprono il corteo che si snoda nelle viuzze a mo’ di teatro di strada, in cui ogni sosta rappresenta un tableau dal significato altamente spirituale. Commovente il loro rientro a ritroso in Chiesa. Il loro ultimo sguardo, prima di ricadere nell’ombra della nicchia, ha significato protettivo. I bambini vestono il saio di S. Antonio al fine di scongiurare pericoli e malattie, ovvero, nei casi dolenti, invocare la mano protettiva del divino.

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